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Katia Somà  &  Sandy Furlini

          DIAGNOSI

24-09-10

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APPROCCIO CLINICO AL PORTATORE DI LCC

L’esigenza di inquadrare l’ulcera in un contesto molto più ampio, impone al curante un atteggiamento eclettico, versatile, flessibile e pronto al confronto ed alla collaborazione con altri specialisti come il dermatologo, l’internista, l’ematologo, il geriatra, il chirurgo plastico, l’ortopedico, ecc. Il paziente deve essere prima valutato nella sua globalità e solo in un secondo tempo va affrontata l’attualità e la realtà della lesione ulcerativa che, giova nuovamente sottolinearlo, non è una “particolare forma di ferita scarsamente tendente alla riparazione spontanea e facile alla recidiva”, bensì una entità clinica assai più complessa.

In un recente convegno della EWMA (European Wound Management Association), proprio per enfatizzare l’approccio olistico, si è stabilito che il miglior modo per affrontare il portatore di un’ulcera dell’arto inferiore è, in prima istanza, “dimenticare l’ulcera” a favore del procedimento clinico tradizionale, che impone la raccolta di una accurata anamnesi e la conduzione di un meticoloso esame obiettivo generale e vascolare. Solo dopo queste fasi si procederà attraverso l’esame obiettivo locale

 

ANAMNESI ED ESAME OBIETTIVO
 
FAMIGLIARE Flebopatie, arteriopatie
Cardiopatie, Ipertensione
  Diabete e malattie metaboliche
  Malattie autoimmuni (AR, Connettiviti, Vasculiti)
  Emopatie (deficit prot. S, C, ATIII, fatt. V Leyden)
  Omocisteinemia
   
FISIOLOGICA Età, sesso
  Tipo e luogo di lavoro (ortostatismo, calore)
  Esposizione a traumi (domestici...)
  Potus e tabagismo (!!)
  Dieta (iper – ipo nutrizione)
  Condizioni economico-sociali


Le ulcere vascolari colpiscono più frequentemente ceti sociali medio-bassi, anziani che vivono spesso soli, inclini a trascurarsi o incapaci di curarsi adeguatamente. E’ dimostrato che la solitudine e la scarsità di rapporti sociali, oltre alle indigenti o modeste condizioni economiche, sono fattori ritardanti la guarigione e facilitanti la recidiva.

E’ stato ipotizzato, da autori anglosassoni, che in certi casi addirittura la “non compliance” del paziente nei confronti dell’attività terapeutica, si colleghi paradossalmente all’annullamento di quelle uniche e superstiti relazioni sociali in caso di guarigione dell’ulcera. (Moffatt C.- 1997. Prevention of venous ulcer recurrence. Scope on Phlebology and Lynphology 4 (4): 10-15).
Durante la nostra osservazione, sono emersi numerosi casi emblematici che confermerebbero l’ipotesi della Moffatt. Tale condizione era maggiormente presente nei pazienti che ricorrevano al Servizio ambulatoriale rispetto ai domiciliari in regime ADI o AID che erano assistiti in quanto allettati ed affetti in maggioranza da demenza senile.

 
FARMACOLOGICA Terapia generale
  Terapia locale
   
Farmaci sistemici ritardanti la guarigione di LCC -  Prodotti topici ritardanti la guarigione di LCC
  Ergotamina (vasocostrittore)
  Disinfettanti
  Sedativi-Ipnotici Antibiotici
  Antitussigeni (bromuri-ioduri) Alcoli
  FANS Anestetici locali
  Betabloccanti
  Fitoterapici e Omeopatici
   
Non sempre infatti i prodotti considerati naturali sono scevri da reazioni allergiche. Sono state descritte severe dermatiti bullose da ipersensibilità di tipo ritardato da arnica e camomilla.
   
ANAMNESI PATOLOGICA REMOTA S. Varicosa
  Varicoflebite
  TVP
  S. post-flebitica
  Arteriopatie
  CAD
  Diabete
  M. Dismetaboliche
  M. Immunitarie
   
ANAMNESI PATOLOGICA PROSSIMA indaga sulla lesione
  Momento di esordio
  Modalità di esordio
  Effetti dei cambiamenti posturali
  Tipo ed intensità del dolore
   
Esame obiettivo  
Dopo un’accurata raccolta anamnestica, il paziente deve essere visitato il più accuratamente possibile. Procedere, quindi, a far spogliare il malato e accomodarlo su di un lettino da visita in modo che sia comodo e soprattutto rilassato.
La visione di insieme consente di raccogliere già qualche dato: postura, alterazioni di carico, deformità, ecc.
   
Esaminare gli apparati in modo sistematico:
  Cardiovascolare: PAO, ATTIVITA’ CARDIACA, POLSI
  Respiratorio
  Digerente
  Urologico
  Neurologico
   
Si giunge agli arti inferiori di cui è importante valutare:
  Edema
  Colore della cute
  Polsi
  Temperatura
  Stato degli annessi cutanei
  Trofismo cutaneo
  Stato dell’albero venoso (da valutare anche in posizione eretta)


Di fronte ad una LCC non sempre la diagnosi è immediata, anzi, il più delle volte ci si limita soltanto alla formulazione d’ipotesi diagnostiche in attesa di approfondire il quadro. Molto spesso si procede ex iuvantibus. Una lista recente sulle possibili cause di ulcerazione prevede circa 140 forme morbose (E. Ricci), tuttavia ancora oggi esistono lesioni non classificabili. Per semplicità esaminerò le forme di gran lunga più frequenti.

 

“L’ulcera è un sintomo di malattia che causa un rallentamento di cicatrizzazione, pertanto non è la malattia. “(E.RICCI)
 

L’importanza delle patologie croniche nella genesi della LdD è ormai assodata ( PATTERSON J.A. , BENNET R.G. : Prevention and treatment of pressure sores. J. Am Geriatr Soc 1995; 43:919-927). Queste costituiscono importante causa di ritardo della riparazione tissutale. Identificare le condizioni morbose concomitanti più rilevanti da equilibrare diventa indispensabile e spesso prioritario come intervento.

PATOLOGIE PREDISPONENTI
Insufficienza Venosa
Arteriopatia
Diabete Mellito
BPCO
Cardiopatia Ischemica
Ipertensione Arteriosa
Malnutrizione
Sindrome da Immobilizzazione
Incontinenza
Polifarmacoterapia
 

DIAGNOSI

Riassumendo, per arrivare ad una corretta ipotesi diagnostica a volte può essere sufficiente l'approccio clinico tradizionale, seguito da alcuni esami di 1° e 2° livello che supporteranno la prima ipotesi.

L'E.O. può essere il primo approccio anche per l'infermiere, che visto il paziente per la prima volta, rileva i primi parametri, imposta un colloquio con domande specifiche (volte a cercare abitudini alimentari e di vita, anamnesi familiare, abitudini di vita, ecc) ed indirizza il paziente in un percorso preferenziale che avrà predisposto in collaborazione con il medico. 

STEP DI APPROCCIO:

a) E.O. : polsi, esame dell’albero venoso, PAOS, FC
b) ESAMI STRUMENTALI 1° livello:
Ecodoppler artero-venoso arti inf.
c) ESAMI EMATICI 1° livello:
Emocromo, Glicemia, Creatinina, PCR, QPE, Q lipidico
d) VISITE SPECIALISTICHE: Flebologo, Chirurgo vascolare, FKT


 

venose

arteriose DIABETICHE AUTOIMMUNI

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Ultimo aggiornamento: 24-09-10                                                                                                                                                          

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